my life for jazz di giovedì 4 dicembre 2025

my life for jazz di giovedì 4 dicembre 2025 alle ore 21 su www.radiofrestation.com ascolterete

Ci sono incontri che sembrano scritti nel destino, eppure attendono decenni prima di compiersi. John Scofield e Dave Holland, due voci così diverse eppure legate da una comune genealogia quella di Miles Davis, di Herbie Hancock, di un jazz che ha saputo reinventarsi mille volte — finalmente si ritrovano soli, faccia a faccia, in un dialogo che diventa intimo e universale.

Memories of Home non è soltanto un titolo: è un ritorno alle radici, un viaggio nella memoria che si fa presente. La chitarra di Scofield, rotonda e vibrante, sembra raccontare storie di vita vissuta, mentre il contrabbasso di Holland risponde con profondità e sorriso, come se ogni nota fosse un frammento di casa ritrovata.

Il disco si apre con “Icons at the Fair”, eco di un passato condiviso, e prosegue tra brani rivisitati e nuove confessioni musicali. “Meant to Be” si tinge di ombre più scure, “Mine Are Blues” esplode di energia telepatica, “Easy for You” si dilata in otto minuti di respiro e amore per la vita. Holland porta con sé memorie di scritture passate “Mr. B”, “Not for Nothin’” che nel duo diventano essenziali, quasi schegge di luce.

seconda parte

Ci sono dischi che nascono come dichiarazioni d’amore, e Progetto Z è uno di questi. Maria Grazia Scarzella, alla sua prima prova da leader, sceglie di trasformare la gratitudine in canto, la memoria in parola, l’eredità in nuova linfa. Il suo tributo a Riccardo Zegna non è un monumento statico, ma un dialogo vivo, intessuto di ricordi e di futuro. La voce di Scarzella si posa sulle composizioni del maestro ligure come un filo di luce: cinque testi in inglese e uno in italiano che aprono varchi di intimità, di sogno, di malinconia. Attorno a lei, un ensemble di eccellenza. Giampaolo Casati alla tromba, Paolo Birro al pianoforte, Aldo Zunino al contrabbasso, Alfred Kramer alla batteria. Il risultato è un album che non si limita a ricordare: Progetto Z è un atto di resistenza poetica, un invito a non dimenticare il valore di chi ha seminato bellezza, e a trasformare quel seme in nuova fioritura.

 

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